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Programma Caccamo estate 2009

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IL MONDO DEI CAVALIERI

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Immagini e foto di Caccamo        SFONDO  SCREEN SAVER  CASTELLO DI CACCAMO     

San Giovanni Li Greci  e Caccamo  --MAPPA--   Periodico di informazione del comprensorio di Caccamo  

LA CASTELLANA               LA CASTELLANA

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La popolazione della citta' di Caccamo nei secoli     ---solo su www.netgalaxy.it---

PROGRAMMA ESTIVO DELLA CITTA' DI CACCAMO    ESTATE 2007

IL PALIO DI SAN NICASIO 2007 DELLA CITTA' DI CACCAMO PALERMO

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IL 23 APRILE 1700 ANNI DAL MARTIRIO DI SAN GIORGIO 303-2003

SAN NICASIO  PATRONO DELLA CITTA' DI CACCAMO   VITA, OPERE, PREGHIERE, FESTE, ...

La Chiesa di San Benedetto alla Badia ed il suo pavimento in maiolica

Caccamo in Festa   Tutte le feste di Caccamo

La Città di Caccamo        

 sorge alle pendici del monte San Calogero su uno sperone roccioso, a m 521 dal livello del mare.La sua origine è antichissima,ma le prime notizie storiche certe risalgono al periodo normanno.E' dominata dal turrito Castello di cui nei secoli vi succedettero varie signorie.E' ricca di chiese(32) e conventi dove si trovano le opere di Borremans,Gagini,Stomer,Wobreck e di altri artisti siciliani.Il    tutto in un contesto tra i più suggestivi della SICILIA.    

La città di Caccamo Ieri

 

Beato Giovanni Liccio

  Quest'anno si festeggia il 250° anniversario della proclamazione di Beato del concittadino Giovanni Liccio, avvenuta nel 1753.

  I festeggiamenti cominciando il 13 ed il 14 Novembre 2002, ossia nel giorno della sua morte, si protrarranno sino alla grande festa conclusiva indetta per l'ultima Domenica di Maggio 2003.

FESTEGGIAMENTI IN ONORE DEL BEATO GIOVANNI LICCIO

 

FESTEGGIAMENTI IN ONORE DEL BEATO GIOVANNI LICCIO

 

25 Aprile 2003, 250 anni di dalla Beatificazione.

     Caccamo         --Palermo--IL CASTELLO DI CACCAMO

 

                   Immagini e foto di Caccamo

  La citta' di Caccamo si erge su un declivio di una ridente collina a circa 521m sul livello del mare.La citta' ergendosi maestosa accoglie il visitatore con la  grande mole dello storico castello, con le sue torri orlate, e da un costone di roccia, segno di una civilta' antica ma tuttora in fermento.

 La storia di Caccamo e' assai lontano, e si perde nei secoli che furono.Secondo alcuni studiosi, le origini della cittadina <Cucumo> risalgono ai Greci.Come testimoniato dall'esistenza di cenobi bizantini e di comunita' greche come quella di San Giovanni Li Greci, ora una frazione del comune di Caccamo.C'e' chi affermo, come lo storico Inveges che Caccamo sia la la "Cartagine di Sicilia".

  La prima notizia storicamente certa su Caccamo risalirebbe al 1093.In cui in un documento dell'epoca, si parlavadelle localita' di Caccamo e di Brucato, appartenenti al vescovado di Agrigento.Nel 1094 in un documento si legge che "Goffredo de Sagej dono' tre villani(servi ecclesiastici) a Caccamo con il consenso diAdelsia, sua moglie".

   Dal 1160 Caccamo passa sotto le dominazioni dei Bonello, Cicala e dopo la morte di quest'ultimo passa all'Arcivescovo di Palermo.E continuo' poi la dominazione dei Lavardino e dei Chiaramonte. 

  Ma sono quest'ultimi a far splendere Caccamo, arricchendole di varie opere artistiche ed architettoniche.

Immagini e foto di Caccamo

Notizie geografiche, storiche,culturali e monumentali sulla città di Caccamo

Caccamo, in provincia di Palermo, Sicilia, Italia

Popolazione: 8.525 (2004)
Codice Postale: 90012

Altezza su livello del mare: 521 m      Superficie 187,80 Kmq

Coordinate
Latitudine 37°56'1"32
Longitudine 13°39'56"88

         Elenco Telefonico

Le origini e gli aspetti storico-civile,
economico e religioso

La città ha origini antiche, anche se queste non sono state chiarite con la certezza assoluta. Il nome, che è derivato 'da caccabe '[ cavallo-teste ], può essere dato dai cartaginesi che hanno preso rifugio qui, dopo la loro sconfitta a Himera in 480 D.C. Gli Arabi hanno promosso un relativo sviluppo nel IX secolo ed i normanni hanno costruito il castello che  ha reso il centro abitato uno dei centri strategici principali della Sicilia. Successivamente si è trasformato in un feudo della famiglia Chiaramonte [ 14° Secolo ], dei Cabrera [ 1420-1480 ], degli Henriquez [ 17C ],
e dei Despuches.

          Più in dettaglio:

Gli studiosi che hanno cercato di ricostruire le primissime fasi della vita della città ed i misteri che avvolgono le origini della storia di Caccamo sono stati diversi, e mai nessuno è riuscito a dare una risposta certa ed univoca.
L’interpretazione dell’etimo toponomastico ha presentato grandi difficoltà. Il termine Caccamo potrebbe derivare dal greco Kakkabe (pernice) e Kakabe (calderone), dal punico-cartaginese Caccabe (testa di cavallo): presente nello stemma della città, dal latino Cacabus (pentolone), dall’arabo Kùkum (vaso-marmitta) e dal siciliano Caccamu (albero di loto).
Facendo riferimento all’etimologia della parola, alcuni studiosi attribuirono ai Greci la fondazione nel VI o V secolo a.C. Altri invece fanno risalire ai Cartaginesi le origini di Caccamo quando, nel 480 a.C. ad Himera, sconfitto Amilcare dai siracusani, un numero sparuto di essi - scampati all’eccidio - rifugiandosi verso la zona collinare, fondano Kakkabe che più tardi trasforma il suo nome in Caccamo.
Secondo la leggenda Caccamo non era altro che la mitica Cartagine di Sicilia fondata da un gruppo di soldati punici sfuggiti alla morte.
Una tesi favolosa che ha trovato qualche riscontro con il rinvenimento di monete ed armi cartaginesi nella zona, ma che purtroppo non è adeguatamente supportata.
Si dice che una delle tante battaglie si svolse a Cabala località sconosciuta che si colloca nel Val di Mazara.
Noi sappiamo che a qualche kilometro da Caccamo, sulla strada che conduce al fiume San Leonardo, esiste una zona che porta ancora oggi il nome di Dionisio (volgarmente Donisio). Potremmo essere indotti a ritenere che, essendo la contrada Dionisio molto vicina a Caccamo, Cabala è da identificare con la nostra città.
A questo punto desideriamo fare una riflessione su una coincidenza: Dionisio, comandante generale dell’esercito siracusano, si rifugiava spesso nelle Marche tutte le volte che era costretto a fuggire dall’Isola. E trovava rifugio proprio presso i Siculi con la mente sempre oppressa dal pensiero di cacciare i Cartaginesi dalla Sicilia.
Ebbene, sulla riva sinistra del fiume Chienti, in provincia di Macerata esiste una zona chiamata appunto Caccamo, abitata anticamente dai Siculi, dove Dionisio reclutava i mercenari.
In prossimità del lago artificiale ottenuto a seguito dello sbarramento del fiume Chienti, esiste una lapide che recita:
“I Siculi
abitatori della sinistra del Chienti
sin da quattro millenni
avanti era cristiana
Caccamo
chiamarono questa contrada”
Si potrebbe ritenere che Dionisio, in omaggio ai suoi mercenari abbia imposto il nome di Caccamo sostituendolo al nome cartaginese Cabala, mentre il posto dove la battaglia ebbe luogo, prese il nome del comandante dell’esercito siracusano.
L’insufficienza di reperti archeologici e la mancanza di altri documenti probanti, impedisce di scegliere tra l’una e l’altra ipotesi (origine greca o cartaginese), ma spinge a pensare che Caccamo abbia assunto notevole importanza a partire dall’alto medio evo.
In questo periodo nella zona è documentata la presenza di diversi insediamenti religiosi greco-bizantini, pertanto è naturale immaginare una struttura protettiva sia per i conventi che per le popolazioni gravitanti intorno ad essi.
Questa fortificazione (poi Castello) di parecchio anteriore, non solo è poco conosciuta, ma non viene neanche segnalata.
I riscontri cronacistici e paleografici, attestanti l’esistenza di Caccamo, risalgono al periodo arabo-normanno con la citazione del grande geografo e viaggiatore arabo Edrisi (Quaquabus) e di Ugo Falcando (Caccami oppidum... optima terra).
Queste documentazioni testimoniano sia l’esistenza del Castello che la presenza di un nucleo urbano corrispondente ai due quartieri oggi denominati Terravecchia e Rabbato.
Successivamente Caccamo comincia ad assumere importanza sempre crescente e che manterrà per oltre sette secoli con il costituirsi dell’ordinamento feudale e con la dominazione dei normanni tant’è che venne concessa in feudo nel 1094 a Goffredo de Sageyo condottiero al seguito del conte Ruggero.
Lo svolgimento della vita civile di Caccamo è legato a quello dei suoi prìncipi che fino al 1812 la governarono con padronanza assoluta, cioè fino a quando non si abolirono i diritti feudali in Sicilia.
Ottocento anni di storia durante i quali ben oltre 15 nobili famiglie ebbero la signoria di Caccamo, tra queste citiamo: Sageyo, Bonello, Lavardino, Cicala, Chiaramonte, Prades, Cabrera, Henriquez, Amato, De Spuches.
Nel suo aspetto civile Caccamo possiede una storia degna di grandi apprezzamenti, non subisce forti cambiamenti anche quando raggiunge le più alte vette del benessere e della civiltà.
La situazione odierna è sicuramente molto lontana dall’antico ruolo di primo piano che la cittadina svolse nella storia della Sicilia.
Sotto il profilo economico Caccamo, possedendo risorse e ricchezze invidiabili, occupa un posto di privilegio.
Questa buona affermazione nell’economia isolana è stata conseguita grazie alla laboriosità dei caccamesi.
Il centro medievale è dotato di una vasta piattaforma agricola comprendente 24 ex feudi.
Negli anni 1960/1970 è una cittadina agricola di primissimo ordine, il terreno vastissimo e molto fertile produce: olio, cereali e legumi; vi si coltivano la vite, gli agrumi ed il mandorlo.
L’agricoltura e la zootecnica rappresentano le principali risorse economiche della cittadina, la prima in particolare ha costituito per secoli l’unica fonte di reddito forgiando una società legata all’antica civiltà contadina di indubbio interesse culturale. Numerose sono le aziende agricole e le masserie sparse in tutto il vastissimo territorio.
Ricotta e formaggi vengono preparati con metodi della pastorizia tradizionale e sono molto apprezzati per la loro genuinità e per l’assenza di additivi chimici.
La lavorazione del legno e del ferro sono stati due settori produttivi artigianali di maggiore consistenza, basta infatti percorrere le vie del centro storico o il quartiere di Pizzo Cane o quello di Terravecchia (li consigliamo anche come angoli e scorci suggestivi da ammirare e fotografare) per notare balconi in ferro battuto e porte decorate con intarsi.
Le antiche botteghe artigianali del legno si sono trasformate in aziende, altre in mobilifici di grande rilevanza.
Gli artigiani del ferro, tranne qualche manufatto che è possibile avere ancora oggi su ordinazione, si sono industrializzati e lavorano anche l’alluminio anodizzato.
Resiste ancora qualche artigiano che si dedica alla lavorazione di cesti e panieri in canna e verghe di salice confezionati a mano che produce anche contenitori in giunco per la conservazione di ricotta e formaggi.
Al popolo di Caccamo può attribuirsi l’appellativo di religiosissimo: ne fanno testimonianza le numerosissime chiese.
Una statistica dell’arciprete Don Filippo Gallegra del 1736 ci fa conoscere che su un totale di 5.500 abitanti, si contavano 110 sacerdoti, mentre all’inizio del secolo Caccamo ne annoverava un centinaio.
A Caccamo fiorirono diversi conventi e monasteri: quello di San Domenico (1487), di San Francesco fondato nel 1407, della Raccomandata, del Carmine, di San Benedetto e di Sant’Agostino.
Allo stato attuale sopravvive solo il convento dei Padri Cappuccini, uno dei più importanti dell’Isola: per il noviziato che raccoglie ed educa alla vita del chiostro e per la biblioteca ricca di opere che racchiudono la cultura dei tempi.
Anche le istituzioni civili furono fiorenti: l’Ospedale Civico fondato nel XV secolo, il monte di pietà nel 1649 e riconosciuto come ente morale dallo Stato per la funzione di banco del povero, il Collegio di Maria come educandato femminile dove l’arte del ricamo venne insegnata e sopravvisse in tutta l’arcaica purezza di forme e di disegni tradizionali.
Ancora oggi resiste la consuentudine femminile di dedicare parte del tempo libero a questa attività nelle varie sue specialità: tombolo, filet, chiacchierino ed uncinetto. Attività diffusa a livello casalingo e di fattura davvero pregevole; sono prodotti che nascono dalla sapiente abilità di molte donne che credono alle cose belle che devono durare per sempre.

 


  La sua posizione: 50 chilometri da Palermo, su un dente cilindrico occidentale del Monte San Calogero (1326 m), nella valle del fiume San Leonardo.

  Economia oggi: agricoltura (cereali, olive, mandorle, uva), ortofrutta (carciofi, insalata, broccoletti, ...) agrumi ( arance, mandarini, nettarine, limoni, ...) nella valle di San Giovanni Li Greci, allevamento di bestiame (bovini, ovini, caprini, equini).


  Il monumento più caratteristico in Caccamo è, senza alcun dubbio, il
castello, che torreggia maestoso sopra una roccia pendente. Il castello è solido e compatto nell'apparenza, in una costruzione fortificata tipica, con le pareti divisorie continue, in bastioni e nelle mura merlate. Costruito dai normanni, possibilmente sul luogo di una fortezza preesistente, è stato alterato nelle varie occasioni. - nel 14° Secolo, nell'età dei Chiaromonte ed ai vari tempi successivi. Le finestre nella facciata e nei balconi sono testimoni ai vari stili storici ed artistici. E' il castello in cui Matteo Bonelli nel 1160 ha cacciato il re William il Malefico.

  Sul quadrato della Chiesa Madre, l'Oratorio con gli stucchi barocchi notevolmente danneggiati dall'umidità, ed il Monte di Pieta'   che in un recente restauro sono tornati agli antichi splendori, e la Chiesa del Purgatorio.

  La Chiesa Madre, di San Giorgio, costruita dai normanni 1091, alterata nel 15°Secolo e trasformato nel 16° Secolo, ha una facciata datata del 1660, che è di notevole maestosità grazie alla natura scenografica nella decorazione e nel rilievo di San Giacomo, di Gaspare Guercio. Il potente campanile è stato costruito sopra le rovine di una torretta dei Chiaramonte.

  La chiesa, con una navata centrale e due navate laterali, contiene una verniciatura traversa del 15°Secolo, una serie completa di caratteri attribuiti a Domenico Gagini, la cappella del sacramento e una pittura della vergine con i santi.

  La Chiesa medioevale della SS Annunziata, che ha una facciata barocca, possiamo ammirare un quadro di legno intagliato del 18°Secolo, a due passi la Chiesa della Badia, di San Benedetto, che ha un pavimento fine di maiolica attribuito a Nicolo Sarzana del 18°Secolo e un'inferriata barocca, maestosa per la galleria degli affreschi  inclusi.

  Eventi principali: la Castellana di Caccamo, una rappresentazione in costumi medioevali dei vari signori del castello, tenuta alla metà di Agosto o nei primi di Settembre.

  Oltre a più di 20 processioni che si tengono durante tutto l'anno, come quella di San Giorgio il 23 Aprile, del Beato Giovanni Liccio (ultima domenica di Maggio), di San Giovanni Battista (nella contrada di San Giovanni Li Greci l'ultima domenica di Giugno) e di San Nicasio (l'ultima domenica di Agosto), per citarne alcune.


Escursioni e gite fuori porta: il monte San Calogero, il bacino idrografico del Lago San Leonardo, le Madonie, le rovine di Himera, di Cefalu', di Bagheria, i vari monumenti di Palermo, il Duomo di Monreale e di Cefalù.

Monumenti da visitare  
 
Il Castello di origine normanna dell'XI secolo; il Duomo,ossia la chiesa Madre, fondato dai normanni nel 1090, ampliato nel 1477 e trasformato nel 1614, custodisce opere di altissimo pregio con la pregevole tela di Matthias Stomer (1641) e altre opere di Vito D'Anna, Pietro Novelli, Vincenzo La Barbera, Franceso Laurana, Andrea Mancino, Velasquez, Simone de Wöbrek; la Chiesa della SS. Annunziata dove una grande tela di Guglielmo Borremans (1725) sormonta l'altare Maggiore; la chiesa di S. Benedetto alla Badia (considerata la più bella chiesa di Caccamo, con il pavimento in mattoni di maiolica con un disegno di Nicolò Sarzana (XVIII sec.), la chiesa di S. Maria degli Angeli, che è anche Chiesa del Beato Giovanni Liccio con all'interno una Madonna con Bambino di Antonello Gagini.

Castello di Caccamo
E' uno dei più grandi e meglio conservati Castelli di Sicilia, vanta un insolito primato non essendo stato mai espugnato.

         Le Chiese di Caccamo

Chiesa  S. Giorgio  (Madrice)

Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo 

Chiesa S. Antonio Abate
Chiesa S. Benedetto (Badia)

Chiesa S. Maria
degli Angeli, S. Domenico, Beato Giovanni Liccio (Piazza S.Domenico)
Chiesa del Carmine
Chiesa e Convento dei Cappuccini,
Chiesa di S. Rocco
Chiesa di S. Alfonsino o di S. Isidoro
Chiesa S. Nicasio
Chiesa di Nostra Signora di Visita Poveri
Chiesa dell’Oratorio

Chiesa delle Sette Vigilie (Don Nicolò)

Chiesa dell’Annunziata

Chiesa S. Pietro

Chiesa di S. Michele e di S. Biagio

Chiesa del Purgatorio
Chiesa Maria della Catena
Chiesa di S. Croce

Chiesa Madonna Assunta o degli Angeli (Contrada Sambuchi)

Chiesa San Giovanni Battista (Contrada San Giovanni Li Greci)

La città di CACCAMO conta più di 30 Chiese (33-36) alcune delle quali diroccate ed in stato di totale abbandono.

Caccamo in Festa   Tutte le feste di Caccamo

 

Immagini e foto di Caccamo

 

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