|
|
|
|
SAN NICASIO MONUMENTO IN PIETRA IN PIAZZA DUOMO SAN NICASIO SS ANNUNZIATA PARTICOLARE DELLA CUPOLA -GIAMBECCHINA 1952- SAN NICASIO NELLA CAPPELLA LATERALE DELL'ANNUNZIATA (11-10-02) Diu vi salvi, o Nicasiu,.DOC PREGHIERA IL PALIO DI SAN NICASIO 2007 DELLA CITTA' DI CACCAMO PALERMO
Ogni Primo del mese nella Chiesa SS. Annunziata c'è il rosario, le preghiere e la Messa di SAN NICASIO. San
Nicasio Camuto de Burgio, Martire
San Nicasio
Camuto de Burgio
Martire
dell'Ordine
di San
Giovanni di Gerusalemme
(Ordine di Malta) Patrono e Protettore
della Città di Caccamo
Per quanto riguarda la vita ed il
martirio di San Nicasio esistono negli archivi documenti originali vicini al
suo tempo, da poter tracciare dei brevi cenni della vita.
Ovviamente queste date sono soltanto ragionevolmente approssimative.
San Nicasio (ca.1140+1187) Siciliano, forse Palermitano, era discendente dai Saraceni da parte di padre, dai Normanni da parte della madre. Suo nonno era l'Emiro di Girgenti (Agrigento) e di Kasryanni (Castrogiovanni,Enna). Quando Girgenti nel 1086 gli fu tolta dal Conte Ruggero, egli si ritiro' a Kasryanni donde continuo' a resistergli fino al 1088, quando patteggio' la resa. In cambio lui avrebbe accettato l' investitura del Castello di Burgio in Val di Mazara. Tra di loro comincio' subito a svilupparsi una buona intesa, basata sulla scambievole simpatia e sul filiale rispetto del Saraceno che al Conte promise di farsi cristiano assieme a tutta la famiglia. Gli chiese che lui fosse suo padrino di Battesimo. Nella sua lingua esotica il suo cognome risonava press'a poco Achmet, Hamud, Kamet, Kamut e dal monaco benedettino Goffredo Malaterra, cronista ufficiale degli Altavilla, fu traslitterato Chamutus in lingua latina e Camuto nella volgare. Il 4 Luglio 1088 fu battezzato a Sciacca da San Gerlando, Vescovo di Girgenti, alla presenza del Gran Conte del quale prese il nome cristiano Ruggero, chiamandosi Rogerius Chamutus, Ruggero Camuto (ca.1060+1142). Quel giorno il Conte gli conferi' l'investitura del feudo del Castello di Burgio, con il titolo feudale de Burgius, e divenne anche Ruggero Camuto de Burgius. I Normanni preferivano riferirsi al titolo feudale, quando ce ne fosse uno, invece i Saraceni al cognome della stirpe. E cosi' nei diplomi l'Emiro e i suoi discendenti sono indicati come de Burgio, per quanto nella realta' fossero Camuto de Burgio. Era naturale che col tempo tra la famiglia dell'Emiro e quella del padrino il Conte Ruggero si sviluppassero anche legami di parentela. Cosi' verso il 1120 suo figlio Roberto Camuto (ca.1080+1143) sposo' Aldegonda d'Altavilla (ca.1105+1175) e ne ebbe quattro figli che il vecchio Ruggero Camuto de Burgius arrivo' a vedere. A Palermo nel tesoro della Cattedrale era conservato un atto del 1141, scritto in greco e tradotto in latino. E' del vecchio Emiro che, ormai vicino alla fine, assegna tre casali all' Arcivescovo di Palermo. Sara' poi morto in eta' avanzata, forse nel 1142, dopo aver trasferito il feudo e con esso il titolo al figlio Roberto Camuto de Burgio. Sono questi i nomi dei suoi quattro figli: *Guglielmo (ca.1121-1191). Anche a lui dal padre fu presto trasferito il feudo e il titolo e fu detto Guglielmo Camuto de Burgio. Come Barone del Regno nel 1166 assistette a Palermo all'incoronazione del Re Guglielmo II il Buono, (1154+1189) e fu lui a imporgli sulle spalle il pallio. *Ruggero (ca.1122-1192) Nel 1144 ricevette dalla Contessa Giulia, la figlia del Gran Conte Ruggero e della sua seconda moglie Elemburge, l'investitura del Castello di Sciacca, non si sa con che titolo, ma fu detto Ruggero Camuto de Burgio. La Contessa Giulia nel suo Diploma afferma che a quel tempo (1144) era ormai morto Roberto Camuto de Burgio, marito della sua cara consanguinea Aldegonda, che doveva essere figlia di un suo fratello germano. (Goffredo, Mauger?) *Ferrandino (ca.1125/30-1187) e *Nicasio (ca.1130/40+1187) che si erano arruolati nell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, la comunita' monastica sorta per l'assistenza dei malati e dei pellegrini che si recavano nella Terra Santa. A tale scopo accanto alla Chiesa e al Convento a Gerusalemme avevano costruito anche un Ospedale. Dopo la costituzione del Regno di Gerusalemme, al carattere eminentemente religioso, l'Ordine aveva dovuto aggiungere anche quello militare, perche', oltre che assistere pellegrini e ammalati, doveva anche difenderli militarmente assieme ai Luoghi Santi e a tutta la Cristianita'. L' assistenza agli ammalati e ai pellegrini, l'impegno per la solidarieta' cristiana, per la giustizia e per la pace secondo l'insegnamento evangelico, e la difesa della fede cristiana erano alla base di una carita' operosa e dinamica sostenuta dalla preghiera. Cosi' Fra Ferrandino Camuto e Fra Nicasio Camuto emisero nell'Ordine della bianca Croce Ottagona i tre voti monastici di Poverta', di Castita' e di Obbedienza. Per quanto religiosi con voti, in qualche modo venivano anch'essi indicati col titolo de Burgio dalla benevolenza del fratello Guglielmo Camuto de Burgio. Essi risposero all'appello lanciato dal loro Gran Maestro Ruggero Des Moulins che sollecitava presso tutti i cristiani l'aiuto per la liberazione della Terra Santa. Nel 1185 si imbarcarono anch'essi a Trapani al seguito di Fr. Ruggero Des Moulins che ritornava a Gerusalemme scortato da due galere del Re Guglielmo II il Buono. Nell' Ospedale dei Cavalieri di San Giovanni avrebbero servito ammalati e pellegrini di ogni razza e di ogni fede. Re a Gerusalemme era Guido di Lusignano e il suo regno fu invaso dal Sultano Saladino che aveva circondato su tre fronti i crociati. Il 4 Luglio 1187 nei pressi di Nazaret in Galilea e precisamente ad Hattin divampo' la battaglia e sul campo rimasero gran parte dei Cavalieri di San Giovanni col loro Gran Maestro. Tra i tanti pare ci fosse anche Fr. Ferrandino. I cristiani decimati si rifugiarono sulla collina detta Corni di Hattin, dove furono definitivamente sconfitti. Alcuni furono fatti prigionieri e consegnati ai carnefici, tra gli altri Fr. Nicasio, uno dei capitani, per essersi rifiutato di rinnegare Cristo, fu decapitato, in odio alla fede. Fin dai primi anni dopo la sua gloriosa morte il Martire fu venerato come Santo e il suo nome fu aggiunto al Martirologio Romano, l'elenco ufficiale dei Santi della Chiesa Cattolica che cosi' recita in data 1° Luglio: A Tolemaide in Palestina il Natale di San Nicasio, cavaliere dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e Martire, il quale, a difesa della Terra Santa, dai Saraceni fu catturato e decapitato.
San Nicasio, Cavaliere e
Crociato mori' per testimoniare la sua fede cistiana. Con l'esempio insegno' a
vivere nello spirito delle beatitudini evangeliche, che lui si era prefisso di
realizzare, vestendo il simbolo dei Cavalieri, la bianca Croce ottagona, segno
delle otto beatitudini. Egli abbandono' gli agi della sua famiglia per
divenire povero con Cristo povero, per servirLo negli ammalati, e nei
pellegrini e nella persecuzione affrontata per portare la pace a quanti
era negata.
Il culto di San Nicasio si diffuse da Caccamo in Sicilia e altrove, particolarmente per merito della sua famiglia e per la predicazione del Beato Giovanni Liccio. Diffusa la sua devozione in tutta la Sicilia, a Caccamo dovunque in case private e nelle strade e particolarmente nella Chiesa a lui dedicata di fronte alla citta' da dove potesse proteggere i suoi fedeli, furono dipinte le sue immagini, come attestato in un atto notarile del 1573. San Nicasio e' il più antico Patrono della citta'di Caccamo. Numerosi a Caccamo i miracoli ottenuti per intercessione del glorioso Santo Martire, tra tanti di ogni sorta, le liberazioni dalla peste nel 1575 e nel 1624. San Nicasio s' invoca che ci liberi dal terrore, nelle necessita' spirituali, nelle malattie infettive, della gola, del collo, delle ghiandole linfatiche e per la guarigione della cosidetta struma o scrofola. A Caccamo si costituì una confraternita intitolata a lui, che fu approvata il 5 Agosto 1596 dall'Arcivescovo Diego de Haedo che alla Citta' il 29 Agosto 1604 concesse una reliquia del Santo, per tanti secoli rimasta sotto la pietra dell'altare maggiore della Cattedrale di Palermo. L'aveva raccolta pietosamente "un soldato greco di nome Vestul, di cui fu Duce e Capitano San Nicasio, quando combatteva per la fede di Cristo, come militare dell'Ospedale di Gerusalemme", e quindi l'aveva consegnata al nipote del Santo (figlio di suo fratello Guglielmo Camuto de Burgio) Roberto, a Palermo detto "lu fidili Saracinu" . Alla morte di Roberto fu consegnata a suo figlio, Conte Palatino Guglielmo Camuto de Burgio che la dono' alla Chiesa di Palermo, dove fu posta sotto la pietra dell'altare maggiore. Con atto notarile 4 Agosto 1247 il Conte Palatino nel Siciliano che si parlava allora alla corte dell'Impertore e Re delle due Sicilie Federico II di Svevia, a suo figlio Franciscu faceva nota la sua volonta': "e chiui vogghiu, che me figghiu Franciscu avissi a fari bona la dunationi chi jeu fici di la Reliquia di San Nicasiu meu parenti a la Chiesa di Palermu". Il 17 Ottobre 1609 il Cardinale Giannettino Doria ordinò che per Caccamo fosse festa di precetto la solennità di San Nicasio,"concedendo a tutte quelle persone che visiteranno la Chiesa di Santo Nicasio nella vigilia et festa di detto Santo per insino al tramontar del sole di detta festività giorni cento d'indulgenza oltre l'indulgenza plenaria che per Sua Santità è concessa a detta Chiesa". Il 31 Maggio 1625 con atto ufficiale presso il notaio Pietro Ciuffo, il Sindaco ed i Giurati di Caccamo elessero San Nicasio Martire, Patrono e Protettore della citta' di Caccamo, con voto perpetuo di celebrarne ogni anno la festa a spese comunali nell'ultima Domenica d'Agosto e Lunedi' successivo (giorno anniversario della la traslazione della Reliquia).
PREGHIERA A SAN NICASIO
O Glorioso Martire San
Nicasio, dal Cielo dove godi l'eterna visione di Dio volgi a noi il tuo
sguardo pietoso.
Per i meriti del tuo
martirio ottienici da Dio la forza necessaria per testimoniare la nostra fede,
difendici dai pericoli dell'anima e del corpo, sostienici nelle
malattie, assistici nelle necessità, consolaci nelle amarezze della vita e
soccorrici nell'ora della nostra morte.
O Glorioso San Nicasio, prega per noi affinché, sperimentando sempre i frutti del tuo patrocinio, possiamo camminare con entusiasmo incontro a Cristo Vita e Salvezza nostra. Amen |
AMICI MSN CONTATTI INDIRIZZI MSN GRUPPO DI PREGHIERA GIOVANNI PAOLO II |
|
WWW.NETGALAXY.IT Copyright © DAL 2002 SINCE 2002 by Salvo Panzeca SPACE ALL RIGHTS RESERVED. |